Nella tradizione tibetana le “Tangka” vengono realizzate secondo un metodo che si tramanda nel tempo da Maestro a discepolo.
Certamente l'incredibile abilità dei pittori "Newari" del vicino Nepal ha influenzato positivamente gli artisti tibetani.
Per la buona formazione di un pittore é considerato indispensabile un tirocinio di circa dodici anni presso la bottega di un buon maestro d'arte.
Durante questo periodo si ricevono diverse iniziazioni e la speciale benedizione del “Lignaggio” (linea ininterrotta di insegnamenti)
L'artista dovrà conoscere alla perfezione le numerose divinità del Panteon tibetano, i differenti "mudra" (posizioni e atteggiamenti) i simboli ecc...
Alcuni pittori si specializzano nell'esecuzione dei "Mandala" a volte complicatissimi, che raffigurano interi universi e terre pure abitate da divinità, animali, demoni...
ma anche dipingere il Buddha stesso o soltanto un simbolo che lo rappresenti vuol dire costruire un Mandala, una rappresentazione “simbolica” della realtà dove ogni cosa è in perfetta armonia.
Le Tangka sono oggetto di contemplazione e venerazione e sono di grande aiuto nelle pratiche tantriche, che richiedono la visualizzazione particolareggiata di divinità e mandala.
Spesso rappresentano gli episodi più importanti della vita del Buddha e dei suoi discepoli e i miracoli dei Lama e degli yoghi più famosi.
Una Tangka è tanto più preziosa quante più sono le divinità rappresentate, importante é la brillantezza dei colori che sono di terre naturali e l'abilità nel rendere le sfumature del paesaggio e nel decorare gli abiti di broccato e i gioielli.
Si commissiona una Tangka per creare le cause di una vita lunga e senza malattie, per favorire la guarigione degli ammalati, per risolvere dispute e problemi, per favorire il progresso spirituale, l'esaudimento dei desideri, la prosperità, la buona riuscita negli affari e la buona rinascita delle persone che ci sono care.
In occasione di ricorrenze come matrimoni, funerali, feste popolari e grandi cerimonie si usa srotolare gigantesche Tangkas ricamate su stoffa, sulla parete di un grande palazzo o sulla facciata di una collina.